Come Funziona il Deumidificatore

In questa guida spieghiamo come funziona il deumidificatore.

Vediamo quindi quali sono i principali metodi di deumidificazione e come funzionano. Esistono principalmente tre differenti metodi che permettono l’estrazione dell’umidità in eccesso da un ambiente, si tratta del metodo per riscaldamento e ventilazione, metodo per condensazione e del metodo a assorbimento.

Il primo metodo, quello per riscaldamento e ventilazione, è un metodo antico e consiste nell’innalzare la temperatura dell’aria all’interno della stanza che si intende deumidificare, applicando al contempo una forte ventilazione. Si sfrutta in questo caso un principio di termodinamica grazie al quale maggiore è la temperatura della stanza e minore la temperatura esterna, più sarà efficiente questo metodo. Questo cosa significa che deumidificare una stanza che presenta problemi di umidità e muffe sarà più semplice in inverno, e anche primavera e autunno, mentre in estate ci sarà una bassa resa anche perché, per evitare crepe nei muri di casa, non si dovrebbe mai superare i 35 gradi di temperatura interna.

Altro inconveniente di questo metodo, oltre quello di non funzionare tutto l’anno, è quello di consumare molta energia e di trasferire l’umidità alle parti secche dell’abitazione nel caso non venga applicata una adeguata ventilazione, riscaldando l’interno, infatti, l’umidità presente viene trasformata in vapor acqueo che andrà assorbito dalle restanti pareti prive di umidità qualora non rimosso immediatamente.

Indubbiamente migliore, dal punto di vista della resa, è la deumidificazione per condensazione: in questo caso una ventola convoglia l’aria nell’apparecchio per mezzo di una ventola di aspirazione, quindi per mezzo di un compressore e di scambiatori di calore, l’aria viene raffreddata sotto il punto di condensazione e così viene estratta l’umidità per caduta. L’effetto di questo procedimento è quello di aumentare la temperatura dell’aria in uscita, fatto questo che non è male poiché quando l’aria è calda si estrae più umidità. Anche in questo caso, infatti, temperatura dell’aria nell’ambiente e grado di umidità determinano la resa del deumidificatore.

Infine, il terzo metodo è la deumidificazione a assorbimento, in questo caso si sfruttano particolari materiali che sono in grado di catturare l’umidità dell’aria. Per mezzo di una ventola, generalmente, l’aria viene convogliata nell’apparecchio, dove sono presenti dei materiali igroscopici che catturano l’umidità presente. Non sfruttando il differenziale di temperatura per estrarre l’umidità ma dei materiali che sono capaci di catturare l’umidità, questo metodo può operare anche a basse temperature, addirittura sotto lo zero.

Risulta chiaro, dunque, come la scelta del tipo di deumidificatore da acquistare dipenda dal tipo di uso che si andrà a farne: se si avrà bisogno di deumidificare un locale in estate, il deumidificatore a riscaldamento e ventilazione sarà inadatto così come lo sarà quello per condensazione qualora ci si trovi in presenza di temperature sotto zero.

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